FEDERAZIONE ITALIANA METALMECCANICI
Segreteria Nazionale
Corso Trieste, 36 – 00198 ROMA
( 06 85262 450 – fax 06 85262 452 – www.fim.cisl.it -
1° MARZO, UNA GIORNATA SENZA DI NOI
siamo tutti stranieri
Ci sentiamo stranieri in questo paese, un paese nel quale essere irregolare è reato per legge e, paradossalmente, la condizione di irregolarità (2/3 dei 4 milioni di immigrati che vivono e lavorano in Italia sono stati irregolari) è da ascrivere a regole inique ed inadeguate che la legge prevede (a partire dalla Bossi Fini).
L’immigrazione è lo specchio delle nostre difficoltà. I fatti di Rosarno, ultimi di una lunga serie, ne sono una efficace testimonianza. L’alta e persistente incidenza del lavoro nero in settori di attività e aree del paese, l’inaccettabile presenza di lavoro schiavo, in un paese che si definisce avanzato, la pervasività della criminalità organizzata sono gravissimi problemi della società italiana.
I migranti, al pari degli ultimi, dei più deboli, sono vittime di questo stato di cose.
Vittime e non criminali, come una parte della politica e dei media li rappresenta. Riteniamo che alimentare logiche di consenso fondate sulla paura dell’altro sia un atto di grave e inaccettabile irresponsabilità, che può causare possibili derive razziste e xenofobe in luogo del reciproco riconoscimento, necessario presupposto di qualsiasi idea di integrazione.
1° MARZO, UNA GIORNATA SENZA DI NOI
evocare un’assenza per riconoscere una presenza
L’assenza di riconoscimento, l’assenza di reali politiche di integrazione e di diritti di cittadinanza a partire dal diritto di voto, l’assenza di un governo del fenomeno che non si traduca nel rifiuto, nei respingimenti, per terra, per mare, e nelle coscienze dei migranti sono realtà che non possiamo accettare.
Migranti e non, donne e uomini, ci sentiamo persone dotate di pari dignità e diritti.
Per questo crediamo che sia giusta e condivisibile l’idea di una giornata di mobilitazione, con un forte impatto simbolico e con una dimensione europea, che possa unire, non solo sul web, tutti coloro che si sentono stranieri, estranei, a questo stato di cose e vogliono impegnarsi perché, a partire dal basso, si affermi una visione positiva dell’immigrazione, basata su un reciproco riconoscimento non solo della sua utilità economica, ma anche sociale, culturale e civile. I migranti contribuiscono alla crescita del capitale sociale del nostro paese, così come i tanti emigranti italiani hanno contribuito alla crescita di tanti altri paesi, in Europa e nel mondo.
Condividiamo l’idea di mobilitare insieme italiani e stranieri ma insieme crediamo che, oggi, lo sciopero, inteso come astensione dal lavoro, sia, per il raggiungimento dei nostri fini, uno strumento inadatto: perchè rischia di dividere invece di unire ed anche perchè l’esercizio di questo diritto è di difficile realizzazione da parte dei più deboli (ed i migranti lo sono, anche nel mondo del lavoro).
Aderiamo e ci impegniamo, pertanto come Fim-Cisl nazionale, a promuovere nei territori le altre forme di mobilitazione nonviolenta proposte dai promotori (dallo sciopero bianco e sostegno a progetti di cosviluppo allo sciopero degli acquisti e dei consumi, alla partecipazione a presidi e spettacoli ecc.) che assicurino massima visibilità all’iniziativa, anche attraverso l’adozione del colore giallo, nei luoghi di lavoro e sul territorio.
La Segreteria Nazionale
Fim Cisl
Roma, 8 febbraio 2010