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Lunedì 06 Settembre 2010
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Guatemala: il costo della libertà sindacale
di: uff int fim - intervento del: 24.02.2010    
Tra il 2008 e il gennaio del 2010 sono stati assassinate 42 persone tra dirigenti sindacali e difensori dei diritti sindacali in Guatemala. La cosa più vergognosa è che in nessuno di questi casi gli autori di questi omicidi sono stati individuati, giudicati e condannati. Questa situazione, lontana e sconosciuta da noi (fino al prossimo terremoto), è descritta nel rapporto “Guatemala: El costo de la libertad sindical” realizzato dal Movimento Sindacale, Indigeno e Contadino Guatemalteco (MSICG) con l’appoggio della CSA, la Confederazione Sindacale delle Americhe: http://www.csa-csi.org/content/view/5741/
Il rapporto evidenzia un impressionante aumento dei sindacalisti uccisi e della violenza sindacale rispetto agli anni precedenti. La maggior parte delle persone uccise apparteneva al MSICG (38 su 42) e erano coinvolte in conflitti sindacali o nella difesa dell’ambiente e delle risorse naturali. Una tale violenza nei confronti del movimento sindacale, accompagnata da una sostanziale impunità, non sarebbe possibile senza complicità del Governo guatemalteco e delle istituzioni. “Esistono indizi ragionevoli e in alcuni casi elementi di riscontro che in almeno il 23% dei casi di omicidio c’è stata la partecipazione delle forze di sicurezza dello Stato, vincolate direttamente all’esecutivo o alle istituzioni municipali”, indica il rapporto. La presidenza della repubblica, ovviamente, si difende dalle accuse affermando che non esiste una politica dello Stato rivolta a reprimere i sindacati e che questo è confermato dai negoziati esistenti e dagli accordi collettivi firmati. Ma è innegabile, anche da parte del Governo di Álvaro Colom, che la realtà del Guatemala è di totale impunità verso i responsabili dei sindacalisti uccisi, sequestrati, torturati, minacciati. Nel giugno 2009 anche la 98ª Conferenza Internazionale del Lavoro, ha richiamato il Guatemala per la “inefficacia dei procedimenti penali in relazione a questi atti di violenza che danno luogo a una situazione di grave impunità e ai ritardi eccessivi nelle cause di lavoro”.